Difficoltà

Nel mio precedente articolo parlai del fatto che ho iniziato a mobilitarmi per il rinnovo della patente.

Che poi non ho fatto altro che preparare tutta la documentazione e pagare i bollettini.

Quindi nulla di che alla fine.

Venerdì 29 gennaio invece, sono andato alla ASL di castellammare per consegnare la documentazione e i bollettini;

Per poi prenotare le visite da fare per il rinnovo.

Tralasciando la fila enorme che c’era lì fuori prima di entrare, tutti per la patente tra l’altro.

Una confusione incredibile.

Fortunatamente mi è andata bene visto che alcune persone dopo di me erano andate via quindi la fila scorreva velocemente.

Certo, ho dovuto aspettare un’ora, giusto qualche minuto prima che chiudesse ma vabe.

E udite udite, dovrò fare soltanto due visite (Strano ma meglio così).

Che poi in realtà ci sarebbe anche la terza, cioè quella oncologica ma visto che il mese prossimo dovrò salire, capita a pennello.

Quindi sono la visita oculistica e quella neurologica, dato il mio precedente e unico attacco epilettico, avuto quando ero sotto chemio, da piccolo.

E qui sta il problema, anzi la mia preoccupazione.

Perché, se ricordate, nel mio ultimo rinnovo fatto, ho dovuto fare anche la visita psicologica perché ho alzato la voce contro il neurologo.

Stranamente era lui a stare nel torto e io nella ragione.

Eh si perché “il fenomeno” non mi voleva firmare la carta.

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Tutto complicato.

Sapete, la settimana scorsa ho iniziato a “mobilitarmi” per il rinnovo della patente che scade a maggio.

Lo so, è un pò presto ma dati i tempi lunghi ho preferito muovermi prima, sperando di fare il più presto possibile.

Viste le precedenti esperienze poi.

Di cosa parlo?

Bhe del fatto che sono stato quasi un anno con la patente scaduta.

Ovviamente ho guidato lo stesso, fregandomene.

Ma antonio! ma sei un pazzo o cosa!?

Bhe si e se è per questo sono anche un coglione.

Così lo chiariamo da subito.

Alcuni miei amici che sapevano di questa cosa mi definirono un folle (e facevano bene) ma c’era addirittura chi mi lodava per questo.

Io in realtà non mi riconosco in nessuno dei due.

Nel senso, non sono un folle per il semplice fatto che la colpa è dello stato che è lento da far schifo con le pratiche burocratiche dei più “deboli” , non mia che giro con la patente scaduta.

Bhe teoricamente sto in torto, però parliamo di 11 mesi di attesa, undici!

Posso capire due settimane, massimo un mese, ma non undici!

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Paure

Sapete, l’altro giorno ero appena rientrato a casa da una commissione e mio padre, che era sul divano, mi fa:

“Antò mi hanno mandato una mail quelli di ryan air”

E io:

“Non dirmi che lo hanno cancellato”

E invece si, lo hanno cancellato.

Io non ho parole.

Ma perché non mi sto zitto? Perché?

Mi sa che nell’articolo da me pubblicato prima delle feste non la dovevo fare quella battuta…

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Estetica

Bentornati ragazzi!

Spero abbiate passato un buon natale e abbiate festeggiato l’inizio di questo nuovo anno.

Sperando che sia migliore.

Ad ogni modo, oggi voglio parlarvi dell’estetica, dell’aspetto esteriore.

Sapete, quando ero più piccolo, verso i 9-10 anni ero un pò particolare.

Diciamo che avevo dei pensieri fuori da qualsiasi logica.

Non pensate a male eh, nulla che riguardi violenza o cose da serial killer.

Erano semplici ragionamenti innocenti che solo un bambino può avere.

Questo “evento” che sto per raccontarvi mi fa ridere ogni volta che ci penso per quanto è stupido.

Ad ogni modo, se vi ricordate, in un mio vecchissimo articolo, vi raccontai di come io in passato non fossi molto in forma e non fossi molto “bello” e aggiungo, se non fossi ALTO.

Non che io lo sia adesso eh visto che prendo pali a destra e a manca.

Comunque sia, finite le elementari, quindi iniziate le medie, la mia scuola media, la De Filippo” così si chiamava, si trovava a circa 2 chilometri o forse di più davanti casa mia.

Era praticamente una strada dritta fino alla scuola.

E c’erano due incroci, al primo incrocio c’era un vicoletto che poi portava alla mia prima palestra e c’era anche l’uscita del Carlo Levi, in cui ho fatto le superiori.

Quando scendevo per dirigermi alla De Filippo e attraversavo l’incrocio notavo i ragazzi più grandi, alti, occhi azzurri e cazzate varie, insomma, i classici belli.

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Anno 2020

Signori, se ricordate, vi dissi che il 7 dicembre sono andato a fare la risonanza qui a Salerno e che quindi non sono più salito a Genova.

Per via di sto cavolo di virus.

Ebbene, la settimana scorsa, precisamente il 18 dicembre, ho ricevuto la chiamata della dottoressa.

Il verdetto finale è che tutto è nella norma.
Non ci sono anomalie o altre cavolate.

Ovviamente c’è bisogno di monitorare la situazione col tempo, come ho sempre fatto tra l’altro.

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Rompere le palle

Sapete, qualche giorno fa eravamo a tavola e mentre io stavo sparecchiando,
mia madre stava spiegando a mio fratello di quanto fosse stato naturale partorirlo.

Ad un certo punto, mio fratello si gira verso di me e ridendo se ne esce con:

“Invece antonio ha sempre rotto le palle, pure alla nascita, giusto mà?”

E mia madre ovviamente lo asseconda e gli spiega che io non ne volevo sapere di uscirne.

Non è giusto che sia il sacco da boxe della famiglia, tutti contro di me ah.

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Piani.

Signori, ieri sono andato a fare la risonanza magnetica.

No, non a Genova.

Lo so, nell’ultimo articolo da me pubblicato vi avevo detto che avevo trovato finalmente un appuntamento valido al Gaslini.

Vi avevo anche detto che avevo trovato, dopo tremila ricerche, un volo di andata/ritorno che fosse comodo per me.

O meglio, credevo di averlo trovato.

Ma ormai lo sapete.

Non c’è da stupirsi se i miei “piani” cambiano in continuazione.

Infatti, qualche giorno dopo dalla mia pubblicazione dell’articolo, il mio volo di ritorno è stato cancellato.

All’inizio l’idea era quella di prendere un treno per il ritorno, idea scomoda e soprattutto un pò lunga come cosa, visto che da Genova a Napoli sono circa 8-9 ore di viaggio.

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Incosciente

Sapete, questa situazione del covid mi sta rompendo un po’ troppo le scatole.

Lo so, era da parecchio tempo che non mettevo in mezzo il discorso del virus e infatti l’ho fatto proprio per non angosciarvi ancora di più.

Insomma, già i media ci bombardano ogni due secondi sul “bollettino del giorno” o i decessi etc, che poi io dico, abbiamo capito che “stamm accis” come si dice qui a napoli e significa rispettivamente “siamo messi male” non serve che ce lo ricordiate ogni volta.

Quindi è per questo che ho voluto variare un po riguardo gli argomenti.

Però oggi son voluto ritornare sul discorso perché purtroppo la settimana scorsa sono successe delle “cose” ad alcuni membri della mia famiglia.

Non specifico altro altrimenti creerei il panico anzi, aggiungerei panico al panico.

Specifico solo che non sono cose gravi per fortunza, anzi nei giorni successivi le cose sono anche migliorate.

Però comunque l’ansia c’è.

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Fratello.

Sapete, in famiglia siamo quattro persone, anche se credo lo avrete già capito ma vabbè.

Ad ogni modo dicevo che siamo in quattro:
mia madre, mio padre, il sottoscritto e Francesco.

Chi è Francesco?

È mio fratello minore.

È il genio che ha inventato la recidiva-countdown, ricordate?

Colui che quando ritornai a casa mi disse:

“Quindi anche se hai fatto le radioterapie, bisogna vedere se hanno dato i suoi frutti, vabe mettiamo un countdown da qui a cinque anni”

Ottima idea francè.

Si lo so, recidiva-countdown fa un pò schifo come suona ma vabbè.

Ad ogni modo, lui è mio fratello.

Se vogliamo descriverlo, potrei dire che lui è l’opposto di me.

Io sono un deficente, a studiare facevo schifo e ho un carattere molto vivace.

Ecco, lui invece è un genio, a scuola andava sempre bene, aveva tutti 8-9, non prendeva una sufficienza nemmeno se non studiava e di carattere è molto calmo.

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Sensi di colpa

Sapete, c’è stato un periodo in cui questa cosa della malattia l’ho vissuta proprio male.

Se non sbaglio già ve l’ho detto.

Ma vabbè, ve lo ripeto in caso ci sia qualcuno “nuovo” qui, qualche nuovo lettore.

Ad ogni modo dicevo che l’ho vissuta proprio male.

Perché?

Bhe perché comunque la malattia non ha colpito soltanto me anzi, ha colpito me direttamente e poi ha colpito tutti coloro che sono stati affianco a me durante questa cosa.

Mio padre, mia madre, mio fratello, i miei amici e via dicendo.

Come “giusto” che sia, ovviamente tra virgolette perché non c’è nulla di giusto.

Insomma ho una famiglia.

Se non avessi avuto nessuno e fossi stato da solo avrei potuto dire che la malattia ha colpito soltanto me.

Ma visto che ce l’ho, questa cosa si è propagata su tutti coloro che mi stavano affianco.

E io ovviamente l’ho vissuta male, perché avevo i sensi di colpa.

Mi addossavo la colpa di tutto ciò.

Mi dicevo:

“Per colpa mia le persone hanno sofferto e continuano a soffrire”

Quando poi, in realtà la colpa non era di nessuno, ne tantomeno la mia.

Ma come ho detto, quel periodo lì era un po’ particolare.

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