Imperfezioni

Ragazzuoli, ieri sono andato al Santobono di Napoli per la preospedalizzazione, perché come ben sapete il 15 mi devo “operare” anche se non è una vera e propria operazione a “cielo aperto”.

Comunque sia ho fatto un paio di analisi e poi ho parlato con l’anestesista che mi ha spiegato un paio di cose.

Anche se erano cose che già sapevo.

Sinceramente mi aspettavo facessero l’anestesia mirata, invece da quello che ho capito mi faranno quella generale.

Vabbe, alla fine non è che mi cambia qualcosa.

Comunque, quando sono tornato dall’ospedale, riflettevo sul fatto che senza queste mie imperfezioni, difetti, stranezze, come le vogliamo chiamare, a quest’ora sarei una persona come altre.

In che senso?

Bhe per prima cosa non avrei l’invalidità e quindi per “mantenermi” sarei finito a lavorare come cameriere, barista, oppure avrei dovuto chiedere ai miei un aiuto.

Due mestieri che non potrei mai fare visti i carichi da sopportare e non avendo sensibilità alla mano, avrei fatto sicuramente cadere più volte(imbranato come sono poi) haha.

Probabilmente non avrei nemmeno un auto di mia proprietà.

Anche se, non avendo deficit fisici al lato sinistro avrei potuto usare quella dei miei o di mia nonna.

Seconda cosa, non avrei cicatrici e quindi non avrei un aspetto “ammaccato” (mica male) e soprattutto sarei ALTO!

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Sperimentare

Sapete, l’altro giorno, mentre ero in doccia, ho pensato alla parola “sperimentare”.

Cosa significa sperimentare?

Sperimentare significa sottoporre qualcosa a esperimento, verificandone qualità e funzionalità.

in senso figurato: Mettere alla prova qualcuno, verificare qulcosa.

E ciò mi ha fatto ridere, perché questo verbo o questa parola (è sia un verbo che una parola, dipende dal modo in cui la si inserisce nella frase) nella mia vita ha significato molto, anzi, direi che è proprio azzeccata.

Perché, per chi non lo sapesse, in questi quasi 23 anni di carriera da paziente, operazioni chirurgiche apparte, ho provato qualsiasi tipo di terapia, “cura” o medicinale.

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Rabbia negativa

In passato ho già parlato di rabbia.

Ho parlato del fatto che la rabbia è un emozione primordiale, che è determinata dall’istinto di difendersi per sopravvivere nell’ambiente in cui ci su trova.

Quindi, possiamo dire che la rabbia ha una funzione adattiva.

Capita a tutti quindi, di essere arrabbiati.

Chi per motivi seri e chi per motivi futili.

Ma Infondo è normale essere arrabbiati.

Perché la rabbia è un requisito indispensabile per cambiare, per non accettare questo logorio quotidiano, per arrivare al cielo, per OTTENERE il cielo.

Senza di essa, non raggiungeremo i nostri obbiettivi, i nostri scopi, senza la rabbia.

La rabbia ci da spinta verso ciò che vogliamo ottenere.

Ecco, questa è ciò che io chiamo “rabbia positiva”.

Perché ti spinge a raggiungere ciò che vuoi, come appunto una sorta di carburante.

Però c’è anche quella che io chiamo la “rabbia negativa”.

Ed è quella che ho sperimentato due settimane fa, per via di questa cavolo di situazione.

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Sperare

La settimana scorsa sono stato un po nervoso.

Perché?

Bhe perché ho ricevuto la risposta dal neurochirurgo riguardante la cura che dovrei fare, anche se cura è una parola pericolosa a casa mia.

Vabe pericolosa no dai, manco fosse na bomba, antò non esagerare dai.

Ecco, diciamo che è una parola che non mi si addice visto che non è che mi hanno portato ad essere guarito completamente.

E direi che ve ne siete accorti no?

Che ogni due per tre il tumore ricompare.

Tra l’altro ho scoperto tramite mio padre che ora ha cambiato nome il signor tumore.

Non si chiama più PNET ma con un altro nome che ho dimenticato haha.

Lo so, sono incredibile ma non riesco a memorizzare i termini scientifici.

Comunque sia, dicevo che la parola cura non è adatta, quindi la chiamerò con il nome di “terapia”.

Anche se lo è a tutti gli effetti.

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Semplice

Come ben vi ho accennato nel precedente articolo, giovedì avevo l’appuntamento con il medico per sto cavolo di tumore.

Ecco, la sintesi è che ci sono due problemi:

il primo, che sarebbe poi il problema più grande, è l’età.

Eh si perché siccome questo medico neurochirurgo è pediatrico, non potrebbe prendere in carica un caso come il mio.

Poteva capire se avessi avuto 18-19 anni, ma ne ho 23.

Effettivamente sono un pò vecchietto haha.

Capite bene che sarebbe da arresto anzi, lo è a tutti gli effetti visto che c’è proprio una legge che attesta l’illegalità nel trattare pazienti over 18 anni o una cosa del genere.

Il secondo problema è che non è sicuro al 100% che questa terapia funzioni.

D’altronde come tutte le terapie/cure che ho fatto in questi 22 anni della mia vita.

Ah tra l’altro, la cosa divertente è che durante la visita mi è tornato utile il tatuaggio delle operazioni.

Eh si perché mentre il medico compilava la relazione, ad un certo punto ha chiesto quante operazioni ho effettuato e a che età le ho fatte.

E papà ad un certo punto ha iniziato difficoltà a ricordarle, quindi io ho alzato la maglia e l’ho aiutato.

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Fasciarsi la testa

Sapete, la settimana scorsa è stata un po intensa.

Più precisamente da martedì in poi.

Perché proprio martedì?

Bhe perché ho ricevuto la relazione finale dalla dottoressa riguardante tutta la situazione.

E indovinate un po?

Non è andata proprio liscia come speravamo.

Nulla di grave eh.

Se così si può dire, visto che già avere una cosa del genere conficcata nel cervello che pian piano cresce non è proprio positivo.

Ad ogni modo, dalla relazione di tre pagine il sunto è che non si può operare perché è troppo rischioso data la delicatezza della zona, non si può irradiare di nuovo quella zona lì (scusate il gioco di parole) e non si può nemmeno fare la termoablazione.

O meglio, si può fare ma i medici del Gaslini non hanno esperienza nell’utilizzo di tale tecnica contro il mio tipo di tumore.

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Voti

Come ben ricordate(credo), a scuola non sono mai stato forte.

Il mio rapporto con lo studio è sempre stato travagliato.

Non ero una cima ma non facevo nemmeno così schifo.

Diciamo che ci amavamo e odiavamo allo stesso tempo.

Però alla fine, sono riuscito a finirla senza perdere tempo, diplomandomi tranquillamente.

Non ho mai avuto debiti nel corso dei cinque anni di superiori anche se c’è stato un anno in cui ho rischiato.

Forse è stato proprio il secondo anno.

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Alternative

Alternative.

La settimana scorsa vi ho parlato della “bella” notizia che ho ricevuto dalla dottoressa.

Ovviamente la colpa non è la sua, ma del tumore che deve sempre rompere le palle e rende la mia vita una commedia.

Anzi quello sono io che la rendo tale o forse sono gli eventi?

Bho vabbe, sta di fatto che è una commedia.

Ad ogni modo, come si vive con un tumore al cervello?

È cambiato qualcosa?

Assolutamente no, ancora non ho avuto notizie dalla dottoressa riguardo la terapia da eseguire ma tralasciando ciò, fisicamente e mentalmente sto bene.

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Commedia

Mercoledì scorso sono partito per Genova per i soliti controlli.

Ho fatto la risonanza e poi ho parlato con la dottoressa visto che mi voleva vedere.

A proposito di risonanza, ora vi racconto questa cosa perché è divertente.

Durante la risonanza, ad un certo punto la macchina si è fermata e ha iniziato a fare un rumore come un respiro profondo, al che ho pensato:

“Ma c stann gunfiann, o canott?”

ovvero:

“Ma che stanno gonfiando, il gommone?”

In più, siccome era da molto che non facevo la risonanza magnetica zona lombare, all’inizio pensavo ci fossero dei problemi visto che è durata più del dovuto e soprattutto mi hanno inserito fino alla fine del tunnel, mi sono cagato addosso, ho pensato:

“mo mi fanno cadere oi”

Invece mio padre mi ha detto che quando salgo qui a genova la RM lombare la faccio sempre, ecco perché è durata di più.

Inoltre ho approfitatto e ho parlato del fatto che in questi mesi dovrei fare l’intervento a laser per curare la miopia.

In realtà non ce ne sarebbe stato bisogno visto che l’oculista mi ha detto che non è un intervento complesso, alla fine si va a “limare” la cornea.

Quindi non si va fino in fondo, rischiando di toccare cervello o altre parti delicate.

Però comunque lui mi ha consigliato di parlarne e poi chiamarlo per fissare un appuntamento per l’operazione.

Infine mi sono fatto fare una relazione oncologica per la patente di cui vi ho parlato già.

Non vi nascondo che la sera prima di partire e anche lunedì, mi è salita un pò l’angoscia e di malinconia, proprio come accadeva anni fa.

Ed è strano perché nonostante questa visita a Genova l’ho vista come un modo per “spezzare” la mia noiosa routine quotidiana, mi sia venuta la malinconia.

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Rallentare

Viviamo in un mondo in cui il verbo correre è la nostra quotidianità.

Qualsiasi cosa noi facciamo o decidiamo di fare, deve essere fatta di fretta.

Quasi come se ci fosse una scadenza a tutto.

Quasi come se ci fosse il rischio che tutto finisca da un momento all’altro.

Bhe in effetti è cosi, tendiamo a fare tutto di fretta oppure a posticipare tutto.

“Magari lo faccio domani”

“Nah ora non posso, forse più tardi”

“Finisco questa cosa e poi lo faccio”

“Sono molto impegnato in questi giorni”

La maggior parte delle volte sono tutte scuse.

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