Frustrante.

La settimana scorsa è stata abbastanza frustrante.

Tanto per iniziare sono caduto per la seconda volta in palestra.

E in più, come se non bastasse, il mio braccio e gamba sinistra continuano a dare problemi.

E questo mi rende abbastanza nervoso.

Insomma, lo sapete ormai che per me la palestra è importante.

Almeno credo che lo abbiate capito, vi ho fatto “na capa tant”

Traduzione:

“Una testa così”

Credo che ci abbia fatto cinque-dieci articoli su questa cosa.

È l’unica cosa che mi rende felice.

Ormai sento come se non potessi più fidarmi del mio corpo.

O come se questo corpo non lo sentissi più mio ma della malattia.

Ed è frustrante.

Soprattutto perché devo sempre affidarmi a qualcuno.

Deve sempre esserci qualcuno che mi assista in ogni cosa.

Anche la più stupida come allacciarsi le fottute scarpe o sedersi su una cazzo di sedia.

E capite bene che per me che sono sempre stato autonomo, non ho mai chiesto niente a nessuno, ho fatto sempre tutto da solo;

È difficile da accettare.

Anzi direi che non lo voglio accettare.

Già è stato difficile accettare il fatto che io cammini con un bastone.

Figuriamoci il fatto di dover farmi assistere in ogni cosa.

È frustrante.

E soprattutto umiliante.

Insomma per un ragazzo di quasi ventiquattro anni che è sempre stato forte e pieno di vita non è facile accettare che sta perdendo colpi.

Ad ogni modo, a inizio articolo vi ho detto che sono caduto in palestra per la seconda volta.

Questo precisamente è accaduto lunedì scorso.

Mercoledì invece, dopo varie discussioni e valutazioni ho deciso di tornare nella mia vecchia palestra.

E così giovedì sono tornato “in patria” diciamo così.

Anche se è stato un ritorno non molto normale.

Del perché potete immaginarlo.

Ma nonostante i problemi di mobilità, ho solo dovuto riabituarmi ai pesi.

Nel senso che la palestra di prima aveva dischi e manubri diversi rispetto alla mia prima palestra.

Ma vabbè, l’importante è che qualcuno mi segua, perché altrimenti mi faccio male per davvero.

Ah e in più in settimana mi chiameranno per mettere il PICC, cioè un catetere venoso centrale esterno non tunnellizzato.

Insomma, è come se fosse un unico buco per tutte le sedute che devo fare.

Così evitano di farlo ogni volta dato che il livido dato dalla prima seduta che ho fatto ancora deve guarire.

Ma a parte ciò è divertente.

insomma questa mi mancava nella lista di tentativi che ho fatto nella mia carriera da malato di tumore.

Speriamo che questa sia la volta buona.

Ma nonostante tutto non si molla!

E voi?

Avete mai affrontato una situazione frustrante?

Un abbraccio.

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2 risposte a “Frustrante.”

  1. Caro fratellino… Ti chiamo così anche se potrei dirti figlio ma il padre e la madre sono unici quindi ti chiamo così 🙂. Volevo dirti che la vita ci sorprende sempre in ogni forma nel bene e nel male e tu devi reagire con forza come hai fatto sempre riguardo a sentirti umiliato ho da dirti che le persone che ti aiutano in questo momento sono la tua famiglia e non è mai un migrante Pensa che un giorno quando saranno vecchi i tuoi genitori dovrai accudirli e assisterli quindi loro non si sentiranno umiliati questo voglio dirti.
    Tvb
    . Spero di vederti a Pasqua quando vengo giù perché vengo sempre di sfuggita e non ho mai tempo.
    Un abbraccio grosso fratellino ❤️

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