Scappare

Sapete, l’altra volta ho guardato un episodio di chicago med, in cui c’era questo paziente di 15-16 anni(credo) che è entrato in ospedale perché ha iniziato ad avere episodi di paralisi al lato sinistro(guarda caso come me haha).

I medici non sapevano spiegarsi questa condizione visto che le tac e le risonanze erano uscite pulite.

Tutti stavano impazzendo, stavano anche rischiando di iniettare una medicina sbagliata.

Fin quando il dottor Charles ha trovato un ragazzo fuori all’ospedale che stava aspettando un suo amico.

Allora il dottore si avvicina e gli chiede:

“Hey, per caso il tuo amico si chiama(il nome non me lo ricordo)?

e lui:

“Si, mi ha detto che era bloccato in ospedale per questa paralisi ed era spaventato”

Allora il dottore risponde:

“Hey forse ho un idea, ti va di venire a trovare il tuo amico?”

Dopodichè i due entrano e il dottore lo porta nella sala dove il ragazzo stava facendo una risonanza.

Allora l’amico corre ad abbracciarlo e ad un certo punto il ragazzo incredibilmente ricambia l’abbraccio.

I genitori, meravigliati, chiedono:

“com’è possibile?”

E il dottor Charles inizia a spiegare che quella del figlio non era una vera e propria paralisi ma una paralisi “neurologica”.

Ovvero una paralisi data dalla mente e non da cause fisiche.

Praticamente il figlio aveva paura di trasferirsi e aveva usato questa scusa per sviluppare la paralisi, in modo tale da costringere i suoi a non trasferirsi.

Incredibile cosa riesca a fare la mente certe volte.

Allora è proprio vero che:

“a cervella è na sfogl e cepoll”

Ossia si tratta di uno dei detti più utilizzati a Napoli e indica la volubilità e/o la follia del cervelloumano.

Questo viene paragonato, infatti, alla sfoglia di una cipolla, una parte delicata, sottile, instabile, che un po’ di vento può portare via, dirigere altrove.

Bhe devo ammettere che un po di tempo fa accadde anche a me un episodio del genere.

Non diventai paralizzato ma quasi.

Mi spiego meglio.

Vi ricordate quando vi dissi del fatto che per un periodo avevo un ostilità verso gli ospedali?

Ecco, quel giorno dovevo partire verso genova per i soliti controlli.

Esattamente quel giorno mi feci afferrare per pazzo, iniziai a vagare per la città da solo sperando che i miei non mi trovassero.

Quando tornai verso casa andai a salutare mia nonna e mi misi fuori al balcone.

Appena mia madre mi disse che era ora di andare scoppiai in lacrime e iniziai a dire di non voler partire.

In un certo senso, volevo essere paralizzato per non andare a fare i controlli.

Inutile dirvi che non funzionò haha.

Ho cercato in tutti i modi di “scappare”.

E non solo in quell’occasione ma anche in altre.

Come ad esempio lunedì scorso, quando sono andato a ritirare la risonanza e ho scoperto che ho un’altra recidiva.

E di conseguenza ora ricomincia tutto daccapo.

Avrei potuto anche scriverlo martedì scorso ma la verità è che ancora non ero riuscito ad elaborare la cosa.

Non perché io abbia paura, ma semplicemente perché la mia attenzione era sull’operazione agli occhi.

E invece ora devo pensare anche a curarmi.

Ecco, in quell’occasione avrei voluto scappare.

Scappare è ciò che avrei voluto fare.

Scappare da tutto.

Ma poi mi sono reso conto che scappare non è libertà.

I problemi vanno affrontati.

Non vanno nascosti o ignorati.

Come diceva Paulo Coelho:

“I problemi non finiscono mai, ma neanche le soluzioni”

Quindi tranquilli.

Perché c’è una soluzione a tutto.

E la prossima volta che vi si pone un problema davanti, invece di scappare, affrontatelo.

Insomma, se ci sono riuscito io che combatto da 23 anni, non vedo perché non dobbiate riuscirci voi.

Un abbraccio.

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3 risposte a “Scappare”

  1. Antonio sei un guerriero della vita ♥️
    Nelle tue parole leggo tanta forza , tanta ironia, tanta paura ma anche tanta voglia vincere questa battaglia una volta x tutte 💪 Ed io te lo auguro di tutto cuore ❤️ Dajeee tutta e sconfiggilo una volta x tutte💪♥️

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