cambiare è forza

Durante questi 19 anni della mia vita, mi sono sempre posto delle domande al quale tutt’ora non riesco ad ottenere risposta.

Una di queste è il perché io abbia dovuto soffrire così tanto.

Mi chiedevo sempre del perché io, che all’ora avevo solo 8 mesi, abbia dovuto meritare un male del genere.

Per anni ho cercato risposte da tutti, iniziando da mia madre fino ad arrivare ai medici.

Inutile dirvi che nessuno ha saputo rispondermi.

Ricordo che, ogni qualvolta che venivo assalito da quel triste desiderio di conoscenza, andavo da mia madre a chiederglielo e lei, con gli occhi a volte lucidi, mi rispondeva un secco”non lo so”oppure “è capitato”.

Anni e anni passati a cercare risposta attraverso tutti i mezzi a me disponibili.

C’è chi dice che sia solo sfortuna o chi dice che sia un fatto di cellule, insomma, ci sono molteplici spiegazioni.

Nessuna però, mi convinceva.

Volevo a tutti i costi una risposta, perché ero arrabbiato, non vi nascondo che a volte anche stanco di vivere.

Diciamo che quello è stato un periodo in cui ero praticamente “depresso”, in cui la mia autostima era pari a zero, non ottenevo risultati in nessun ambito e per di più la mia forma fisica non mi aiutava, ma ciò che mi ha davvero segnato è stato il fatto di non poter più crescere di statura.

Quello davvero non riuscivo a digerirlo.

La causa è stata anche la società, perché venivo continuamente preso in giro per via della mia statura.

Per non parlare poi della mia forma fisica, perché all’ora io ero grasso e non mi definivo bello.

Anni dopo ho conosciuto la palestra e ho iniziato la mia trasformazione.

Mi son detto”okay, visto che l’altezza è andata a farsi benedire, iniziamo a crescere in “grossezza”.

Diciamo che è stata il mio punto di riferimento, credo che senza di lei avrei continuato ad affondare.

Da lì in poi, col passare degli anni, sono andato avanti e ho abbandonato quel triste desiderio di conoscenza di cui vi ho parlato, tenevo la mente occupata.

La palestra mi faceva star bene ed ho continuato.

Nemmeno la recidiva che ho avuto dopo 13 anni e di cui vi ho parlato nel mio primo articolo è riuscita ad abbattermi.

Nonostante io ora stia bene e in pace con me stesso, sono riuscito a capire una cosa.

Cioè che il dolore fa parte della vita ed è inutile negarlo.

La malattia però, mi ha anche reso un lottatore e una  persona speciale(da quello che mi dice la gente che mi conosce).

Non mi sono mai arreso, ho sempre affrontato la vita con il sorriso, a testa alta e ho avuto sempre la forza di rialzarmi e cosi sarà per sempre.

E nel mio piccolo, aiuto tranquillamente chi ne ha bisogno.

Perché, almeno per me, i veri valori della vita non sono morti.

Quindi ragazzi, spero che ciò che ho scritto vi faccia riflettere e vi faccia capire che porsi delle domande, a volte, è dilaniante e che è ora di cambiare.

Ah, dimenticavo, MAI ARRENDERSI.

Un’abbraccio.

 

 

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